Da una ricerca molto importante risulta noto da tempo che il consumo moderato e intelligente di vino rappresenta un fattore di protezione non indifferente nei confronti delle malattie cardiovascolari. L’esempio dell’anomalia francese, che anni fa mise in moto tutte le ricerche successive sull’argomento, è ormai entrato in maniera consolidata nella storia della ricerca medica. Rimangono tuttavia oggi da chiarire la natura e l’effetto combinatorio dei componenti biochimici responsabili degli effetti antitrombotici e vasculoprotettivi riscontrati nei sistemi sperimentali.
Tanto è vero che, arrivati alla realizzazione di compresse specifiche a base di resveratrolo, i ricercatori hanno purtroppo dovuto constatare la loro totale inefficacia: l’effetto benefico delle sostanze contenute nel vino si manifesta solamente attraverso l’assunzione della straordinaria bevanda!
Tra i componenti del vino studiati per questi effetti positivi si possono certamente citare i
polifenoli, in particolare flavonoidi (antociani, catechine e quercitina tra i più importanti), i polifenoli semplici e gli stilbeni. A questi ultimi appartiene il transresveratrolo, finora il più studiato tra i componenti antiossidanti del vino. Come già si sa questi componenti benefici si trovano nei vini rossi in concentrazione da tre a cinque volte superiore che nei vini bianchi.
Partendo da queste basi una recentissima ricerca realizzata dall’Istituto Mario Negri Sud ha analizzato campioni di Lambrusco per capire se questa tipologia di vino rientra nella media degli altri rossi italiani. Se per i polifenoli già trattati i valori si sono rivelati nella media degli altri vini, sono state invece riscontrate alcune peculiarità del Lambrusco come la presenza di antociani di tipo diverso da quelli individuati comunemente e soprattutto la presenza preponderante di un tipo di polifenolo: le cumarine. Le cumarine rilevate non corrispondono inoltre esattamente alle strutture conosciute anche se sono riconducibili alle classi cui appartengono l’esculetina e l’umbelliferone: entrambi antagonisti della vitamina K e quindi apportatori di effetti anticoagulanti e inibitori delle prostaglandine con effetti anti-infiammatori.
Da queste constatazioni ha preso spunto il professor Carlo Fernandez, direttore del College di Cardiologia Pratica dell’Università di Firenze, per chiedersi fino a che punto una dieta ricca di questo tipo di vino possa influire sulla salute della popolazione emiliana: la regione che ha probabilmente per tradizione ed abitudine il maggior consumo di alimenti grassi. I risultati sono francamente sorprendenti. I casi di patologia cardiovascolare sono in Emilia sensibilmente inferiori per numero a quelli delle regioni vicine; decessi e casi di ospedalizzazione per queste malattie sono nella popolazione emiliana grandemente inferiori a quelli dei suoi confinanti.
Anche se va ricordato che il livello dei servizi sociali e la qualità dell’assistenza sanitaria è probabilmente in Emilia Romagna superiore che altrove e che le misure di prevenzione specialmente per quanto riguarda le cardiopatie e le patologie correlate all’apparato circolatorio sono in questa regione davvero all’avanguardia nel nostro Paese, può essere che davvero il Lambrusco, con i suoi componenti naturali potenzialmente importanti come fattori di protezione vascolare, contribuisca in maniera determinante ad alimentare il paradosso emiliano: la terra dove si mangia di più e ci si ammala di meno.
Tra gli ultimi derivati in fatto di cosmesi, si segnala la Vinoterapia; l'ultima, potente arma contro l'invecchiamento: un istituto Francese promette di curare rughe e segni dell'età attraverso una nuova, deliziosa tecnica di trattamenti di bellezza contro i processi di invecchiamento della pelle.
Centri specializzati assicurano che gli estratti di chicchi d'uva siano mille volte più efficaci dei trattamenti alla vitamina E, considerati una delle ultime novità nella lotta contro i radicali liberi e quindi l'invecchiamento. La vinoterapia, inoltre, rispetto agli altri rimedi ha un vantaggio in più: quello migliorare la circolazione. Il segreto della vinoterapia sembra risiedere nei deliziosi chicchi d'uva, ricchi di polifenolo, la stessa sostanza che rende il vino benefico anche per la salute.
Come liberarsi, ad esempio, dei segni dell'età provocati sulla pelle dai radicali liberi e causati a loro volta dall'eccessiva esposizione al sole, dal fumo o dall'inquinamento? Un bel bicchiere di vino e il gioco è fatto!